Trasimenis

Incastonato tra le colline umbre, il Lago Trasimeno è il più grande lago dell'Italia peninsulare e uno dei più estesi bacini laminari d'Europa: uno specchio d'acqua poco profondo, privo di grandi immissari naturali, la cui forma e sopravvivenza sono modellate da un microclima unico e fragile. Da oltre duemila anni, dai Romani al Rinascimento, fino agli interventi di ingegneria idraulica del Novecento, l'uomo lavora sul suo sistema idrico per regolarne le piene ed evitarne il prosciugamento, plasmando un paesaggio culturale in cui la pesca, l'artigianato e l'identità delle comunità locali sono cresciuti in simbiosi indissolubile con l'andamento delle sue sponde.

Negli ultimi anni, tuttavia, questo fragile equilibrio è entrato in una fase di aperta sofferenza. In assenza di apporti fluviali significativi capaci di compensare l'evaporazione, il susseguirsi di siccità prolungate, eventi meteorologici estremi e l'aumento costante delle temperature, hanno portato il Trasimeno, nell'estate del 2026, all'epicentro dell'emergenza idrica italiana. Con un livello dell'acqua precipitato a quasi due metri sotto lo zero idrometrico, il bacino sta affrontando un arretramento che supera per gravità la storica secca degli anni Cinquanta. Quando la linea di costa si ritira lasciando scoperti chilometri di fondali fangosi e prosciugati, a riaffiorare è la vulnerabilità di un territorio che da generazioni costruisce la propria vita attorno al lago.

In questa congiuntura climatica nasce TRASIMENIS, un progetto documentario di lungo periodo che vuole esplorare il rapporto tra il Lago Trasimeno e le comunità che da secoli ne abitano le rive. Più che documentare un'emergenza, Trasimenis intende costruire il ritratto di un ecosistema fragile e delle persone che ne dipendono, raccontando la complessa convivenza tra uomo e natura in un momento di profonda trasformazione.